venerdì 7 marzo 2008

Into The Wild

Si dice in giro che Sean Penn, dopo aver letto Into The Wild di Jon Krakauer, abbia dovuto aspettare dieci anni prima di poter ottenere i diritti per la trasposizione cinematografica. Significa perlomeno che il vecchio Sean desiderava molto fare questo film: e aveva ragione. E' un film da non perdere, duro, scomodo, difficile da accettare; rude, ma traboccante di autentica bellezza e di profonda umanità. Gli eventi narrati sono accaduti realmente, ma non si tratta di storie incredibili o di avvenimenti soprannaturali: è lo spettacolo di un'anima libera quello a cui assistiamo, senza retorica e senza manicheismi, ed è un grande spettacolo interiore che rimane in noi a lungo, continuando a fare domande difficili. Sean Penn si conferma regista e sceneggiatore di grande talento, figura dissonante nel contesto del cinema americano d'oggi, uomo di cinema completo e al servizio soltanto delle proprie idee. Oltre a essere l'attore splendido che tutti conosciamo, Penn ha dimostrato fin dal suo primo film di sapere benissimo cosa fare anche dietro la macchina da presa: oggi è Autore vero, con voce e coscienza irriducibili; e imprescindibili, per chi cerca una visione dell'America alternativa agli stereotipi hollywoodiani e mediatici in genere. Molto bravo il protagonista Emile Hirsch, 23 anni non ancora compiuti, uno che credo farà ancora molta strada; commovente poi rivedere sullo schermo il grande Hal Holbrook, in una piccola parte adamantina ma fondamentale. Canzoni originali di Eddie Vedder, molto belle.

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