giovedì 18 dicembre 2008

Redacted

E' un dannato capolavoro, Redacted. Di quelli che ti lasciano muto, annichilito mentre scorrono i titoli di coda. E cosa vuoi dire ancora? Nulla da aggiungere o da togliere... 
C'è la morte, al centro del film. La morte di ogni cosa. La morte dello sguardo, innanzitutto; e con essa la morte della pietà, e come logica conseguenza la morte del concetto stesso di umanità. Nulla vi è di umano in Redacted: non lo sono i soldati americani sul fronte di Samarra, nè le loro vittime o i loro carnefici iracheni. L'umanità è scomparsa dalla scena, perché non vi è più modo di vederla: non esistono più possibilità percettive che permettano un ancoraggio non già a qualche sorta di verità, ma perlomeno a una visione condivisa, una forma che permetta un riconoscimento reciproco. Non c'è più nulla, soltanto registrazioni monoculari di momenti che si susseguono nel tempo lineare, inconciliabili le une con le altre.
Se il film è scritto e diretto dal maestro Brian DePalma, è già ben chiaro come la macchina da presa possa mentire, ventiquattro volte al secondo. Ma qui non rimane più nemmeno la menzogna, perché non esiste più verità: la guerra, e ancor più di essa la nostra contemporaneità, negano ontologicamente e drasticamente l'idea stessa della verità. Il "vero" è una bugia, anzi, pensare che esista qualcosa di "vero" è pura follia. Non è soltanto questione di manipolazione mediatica: sono gli esseri umani ad essere irrimediabilmente persi nell'autoreferenzialità, prigionieri del loro singolo punto di vista, per il quale soltanto ciò che è "documentato" può avere il benché minimo valore. 
E a questo punto, cosa importa che il film sia ispirato a fatti realmente accaduti? Non c'è salvezza nel modo più assoluto, secondo DePalma, semplicememte perchè "i fatti" non esistono più, infinitamente riflessi e frammentati, rimbalzati come pura informazione da una parte all'altra del globo, ovunque esista un'infrastruttura per la registrazione e la trasmissione di ciò che è meramente visibile. Ma persino le foto che si susseguono alla fine del film sono state create "artificialmente"...
Ecco, a tutto questo si aggiunge poi l'infamia definitiva: Redacted, che ha vinto il Leone d'Argento a Venezia 2007 per la migliore regìa, non è stato distribuito in Italia. Non me lo sto inventando, ecco uno dei link che lo confermano: vuol dire che il film non è stato proiettato in nessuna sala cinematografica di questo paese (lettera minuscola); soltanto gli abbonati di Sky hanno potuto vederlo; io l'ho avuto per altre vie. Negli stessi Stati Uniti il film ha avuto una distribuzione pessima, soltanto nei circuiti d'essai o underground che dir si vogliano. Come accade una cosa del genere? Non chiedetelo a me; io credo soltanto che sia una questione di potere (sempre lettera minuscola), e il potere è tanto più forte quanto più sa far credere di non esistere.

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